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lunedì 16 maggio 2011

Malcesine - Monte Baldo 08 maggio 2011
















Giornata organizzata dopo le continue richieste di Andrea, non che marito della mia cara amica Aurora.
Bella giornata, non credevo uscisse così perfetta, unico neo... la bimba che ha fatto i capricci tutto il giorno. Che capricciosa, da non credere.

Che panorami... spettacolo.

La montagna è un grande loggione dove poter ammirare uno dei più bei spettacoli: il panorama.

martedì 27 luglio 2010

Da Riva, alla Val Rendena, alla Val di Genova per poi finire a Malcesine



Alle 4.30 in una casupola di Montichiari s'accende una luce: sono io che mi preparo per partire. Si parteeee alle 5 del mattino, si per paura dell'afa, per sfuggire a qualcosa che mi fa male, che soffoca. Nella testa ho chiuso la seranda dei brutti pensieri, ho in mente solo cose belle. Percorro la gardesana occidentale rispettando i limiti, anzi ero decisamente al di sotto, a quell'ora non c'è nessuno e potevo godermi il panorama con l'alba. Ma la prossima volta parto alle 4, così arrivo al lago con il buio e vedo dall'inizio l'alba.






Pian piano mi dirigo a nord, osservo tutto e tutti: il lago così bello nelle prime ore del mattino, i nonnini già in giro a quelle ore, alcuni già con il giornale. A quell'orario alla radio canzoni molto soft, ma accompagnavano bene il mio itinerario, ho osservato tutto con talmente tanta foga che in certi scorci del lago mi emozionavo. Lo stomaco brontola, vorrei fermarmi ad un bar, ma ancora sono tutti chiusi, penso all'arrivo a Riva verso le 6.30 e che essendo un paese sportivo sicuramente a quell'ora qualcosa di aperto ci sarà! Oh si... già avevo le visioni, io seduta al tavolino di un bar con il mio capuccino e una succulenta brioches e davanti un panorama stupendo. Arrivata a Riva proprio nell'orario prestabilito, bene, inizia la ricerca di un bar aperto. Nulla! Vabbè devo raggiungere il mio amico in val Rendena, ho allungato il mio tragitto e anche se la colazione salta sono felice ugualmente perchè ho visto ancora tante meraviglie.

Il sole si sta alzando, sono le 6.45 circa e mentre Riva dorme ancora io salgo la strada che porta al lago di Tenno per poi arrivare nella Val Rendena.

Mi fermo, scatto una foto per salutare la mia adorata Riva e parto ... sempre con lo stomaco brontolante...
Ed eccoci a Carisolo, raggiunto l'amico e fatto colazione con lui inizia l'ispezione immobiliare per gli affitti. Bella Carisolo, non fosse per le miriadi di cacche nascoste, pronte ad essere calpestate. Che noia camminare e dover stare attenti guardando per terra, quando intorno a me c'era solo un panorama stupendo, da non dover perdere un attimo ad osservarlo. Invece, NO! Mi toccava fare attenzione alle cacche di cane ( spero )...








Da Carisolo in Val Rendena ci spostiamo in Val di Genova. CI sono già stata, ma in bike... Questa volta ho potuto scrutarla a piedi e nei sentieri più nascosti. Beh... mi sono divertita un sacco: pietre a cui aggrapparsi, saltare radici di alberi ( o vero inciampare), attraversare mini ponticelli, vedere le marmitte dei giganti, le cascate Nardis e tutte quelle cascate nascoste nel bosco.
E delle fragoline? Oh... Buonissime...
Ma io non le vedevo, avevo il segnalatore di fragole, il mio amico è come un cane da tartufo, o meglio di fragole. Non se ne perdeva una.


Le cascate Nardis, questa volta me le sono scalate fin dove ho potuto, si si... ma ci devo tornare, voglio arrivare in cima, proprio dove inizia la cascata. Troverò il sentiero. Ecco perchè mi piace la montagna, c'è tanto da scoprire! E anche se a volte fa paura, o potrebbe deludere, beh... c'è talmente tanto da scoprire che per me è un mondo favoloso ...



Uno dei luoghi che adoro della Val di Genova, qui, la foto in alto mi è uscita come se fosse un dipinto di un mondo incantato, forse la mia macchinetta ha captato quello che stavo immaginando: di essere in un monto favoloso...



Si cominciano i sentieri, bellissimo! E ecco qui sotto cosa mi sono trovata ad un certo punto...
Dopo tanto camminare tra gli alberi, un oasi con la cascata.




Si rientra nel bosco... uuuuuhhhhhh... mi sento un lupaccio crudele, pronto a sbranare il povero amico che m'accompagna. L'ha scampata bella, lui non lo sa di aver corso un pericolo serio. Ma no... non potevo mangiarlo, è troppo magro...



Ammetto che Campiglio per me è il simbolo degli impresari sboroni, di tutti quelli che vogliono farsi vedere e non sciare. Però, devo ammettere che vedere il Brenta è da spettacolo, sulle piste innevate dev'essere ancor di più. Ecco la vera bellezza di Campiglio, la zona, e non la movida di sboroni ... scusate il francesismo... ma rende bene l'idea. L'unica nota negativa che tutto Montichiari si trova a Campiglio... bleahhh




Finisce l'escursione nella Val di Genova, si ritorna alle auto e si decide di finire la serata a Malcesine, tornando verso il Garda tappa in una piazzola di sosta fotografando Riva dall'alto.
Eh che voglio di più dalla vita? Mi sono vista alba e tramonto...
Per finire poi allo speck stube con patatine fritte, costine e un buon boccale di birra a chiacchierare del più e del meno, a osservare le foto, a brontolare sui nostri problemi, a ridere delle mie cacche pestate...
Sono rientrata morta, distrutta, giornatona intensa iniziata con la sveglia alle 4.30 del mattino e finita spegnendo la luce della mia stanza alle 00:50 per poi crollare in un sonno profondo.

sabato 22 maggio 2010

16 Maggio, Riva / Arco

Qualcuno ha messo mano alla mia digitale, la data è sbagliata. Micheleeeeeeeeeeeeeee!!!!!!
Quella domenica l'idea di fare la salita mi ha avvilito, non sono allenata inutile provarci, rischio di stancarmi e arrabbiarmi finendo di odiare la mia cube. Ma a tutto c'è rimedio, invece d'incupirmi e incazzarmi come un mulo, ho salutato i miei amici e mi sono fatta un percorso che poi ho allungato diventando di 38 km ma tutti sul piano, o comunque a poca pendenza.


Parto, e da sola confabulo divertita tutto quello che vedo, ho iniziato a pedalare, ma non mi sembra di farlo, come se si fosse acceso un interruttore e non sentissi le gambe spingere sui pedali, andavo per inerzia. Mi sento come drogata di relax, una sensazione di pace che nemmeno un morto prova un relax così :D ( sia chiaro io non mi drogo)

Parto da Riva e arrivo a Torbole


Però.. è vero i cigni sono regali, ma che brutto verso, mammamia...

da Torbole mi dirigo verso Arco, sulla ciclabile che costeggia il Sarca. Ecco cosa si presenta sul mio percorso:

- quel poco che è rimasto del castello di Arco - questa villa nascosta tra una fitta flora e il Sarca


Arrivo ad Arco, bellino il centro, molto affollato ma bellino:
- sbikerando qua e la mi ritrovo questa chiesa evangelica, a parte la mia ignoranza sulla questione religiosa degli evangelisti, a me è sembrato il castello di Mago Merlino. Mi sono detta, come sarà il prete? Vestito con abiti medievali? Stile gotico? Sembrerà a Mago Merlino? Mah a parte i miei sciocchi sproloqui mi sono guardata questa chiesa e mi è anche rimasta impressa, ammetto che adoro questo stile.



Mi perdo per le vie di Arco e non riesco a riprendere la ciclabile del Sarca, ma non me ne fregava nulla, pedalavo senza tanti pensieri, ho incontrato i vigili, volevo chiedere informazioni ma poi mi son detta: ma chi se ne frega la troverò ste ciclabile, tanto ho tempo.
Ritrovata la retta via ritorno verso Riva:




Mi fermo alla spiaggia e sgranocchio le mie barrette da bikers, e intanto osservo silenziosa la natura, scatto delle foto, ma il suono delle onde, e l'ascoltare il silenzio, i passi delle persone, il verso delle paperelle, il suono del traghetto, sono crollata in un sonno profondo.
Svegliata completamente brostolita dal sole, io che non potrei prenderlo perchè ho la pelle delicata e poi si formano ste dannate cisti, brontolo un po', ma caspita come mi sentivo rilassata.
Mi ricorico in terra, fisso la mia cube che con il sole gioca formando tra la vernice e le parti acciaio giochi e fasci di luce bellissimi, sembrava fatta di diamanti. Guardo il Baldo:- caro ex vulcano - penso - statte bono e non te risvegliare altrimenti son guai". Osservo il lago, con quelle piccole onde ricorda il mare, ma chissa perchè mi piace di più. Osservo le spiagge e le donne che danno il pane al cigno



La pace viene interrotta da un incauto fotografo che disturba la prole del cigno, la quale si è imbestialito. Nella foto qui sopra il cigno sta ripiegando le ali dopo aver affrontato e diciamo anche affondato l'incauto fotografo. Il cigno anche incavolato resta sempre molto regale, il fotografo oltre che a far preoccupare e infine ridere tutti i presenti si è ritrovato completamente bagnato e macchina professionale andata a quel paese. Mentre il cigno regalmente ripiega le ali lo guarda, non ride i cigni non ridono. Ma chissà perchè fissavo il pennuto e mi sembrava dai suoi atteggiamenti che stesse pensando: ben ti sta, la prossima volta impari a rompere le scatole ai miei piccoli. Brutto bipede senza piume!!!
Inutile dire che sogghignavo di nascosto, ma avrei voluto ridere a crepapelle, la situazione era comica davvero. E poi, il cigno ha smesso di attaccare l'uomo quando l'ha visto cadere compeltamente nell'acqua, come se sapesse che quella lezione bastava.


e dopo la parentesi comica tra cigno e fotografo, ritorno a guardare il Baldo, la pochissima neve rimasta. MI manca già lo snowboard, e deve passare ancora tutta l'estate, uffa...